Avere una memoria perfetta

Tantissime persone che vengono da me per migliorare la propria memoria, mi dicono di essere sempre dei casi disperati, ma in pochi sanno che la nostra memoria è già PERFETTA così com’è.

Ti starai chiedendo come sia possibile avere una memoria perfetta e dimenticare le cose

Eppure è proprio così: la memoria ha già tutte le caratteristiche e le potenzialità necessarie.
Il problema di tutti è che utilizziamo solo uno scarso 2% di tutte quelle capacità, perché, fondamentalmente, non si conoscono bene e non si sa nemmeno come utilizzarle!

Ecco cosa dovrai migliorare da oggi in poi:

COME USARE LA TUA MEMORIA AL MEGLIO,

imparando a sfruttare anche quel 98%!

Paragoniamo la memoria a un’automobile: se tu avessi una Ferrari con cambio manuale, e non fossi in grado di cambiare le marce riusciresti ad arrivare a 300 km/h in prima marcia?? Credo proprio di no!
Ecco, la tua memoria è esattamente così!
Ha delle grandi potenzialità ma nessuno ci ha insegnato a utilizzarle al meglio.

Immagina che la nostra memoria sia come un grosso pentolone, dove all’interno finisce tutto quello che vediamo, ascoltiamo, memorizziamo, etc., e quando ci servono le informazioni, andiamo a ripescarle la dentro.
Se è vero che la nostra memoria è perfetta, teoricamente si dovrebbe riuscire a memorizzare e recuperare tutte le informazioni … purtroppo non è così: la nostra memoria è perfetta in ingresso ovvero quando vado a inserire le informazioni. Non lo è, invece, nel momento in cui si va a recuperarle, poiché le informazioni vengono inserite in ordine sparso.
Quindi, quando ci serve un’informazione precisa, o si trova proprio “sopra” al pentolone, cioè quasi in superficie, oppure bisogna scavare per ripescarla, e spesso non si trova, ma sicuramente c’è!

Ti sarà capitato almeno una volta di andare in una stanza per prendere qualcosa e ad un certo punto non ricordare cosa, poi fare dell’altro, e successivamente ricordare l’oggetto in questione.

Oppure, un esempio ancora più chiaro è il vocabolario; come sarebbe trovare la parola “tavolo” nel vocabolario della lingua italiana?
Facile o difficile???
La risposta è sicuramente FACILE, perché tutte le parole sono in ordine alfabetico.
Prova invece a pensare, se tutte queste parole fossero in ordine sparso, sarebbe altrettanto facile trovare la parola “tavolo”??
Questa volta, la risposta è NO: ci vorrebbe molto tempo.

Ecco a cosa servono le famose Tecniche di Memoria:

a dare un ordine ai tuoi ricordi e alle cose che devi memorizzare o studiare, così, proprio come in un vocabolario, sarà più facile accedere all’informazione che ti serve in quel momento.

Lo scopo è quello di riorganizzare il gigantesco archivio della nostra memoria, esattamente come riordinare un armadio, mettendo una bella etichetta che definisce il contenuto di ogni cassetto ☺

Quindi non hai bisogno di più memoria perché ne hai già a sufficienza, ma puoi imparare a utilizzare meglio quella che hai, con un METODO.

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Tu, sicuramente ne conosci già uno…altrimenti non riusciresti a sopravvivere nemmeno ad un giorno di scuola…oppure, se gia sei diplomato o laureato, non ci saresti mai arrivato senza.
Ma ti sei mai chiesto se il TUO metodo è il migliore, oppure se ne esistono altri di più efficaci?
Se sei qui a leggere sono quasi certo che stai cercando qualcosa di più efficace, o vuoi capirci qualcosa di più. In questo articolo approfondiamo meglio questo argomento, clicca qui per leggerlo subito!

Cosa è la memoria?

Cos’è la Memoria?
Perché è così importante?
Come funziona?

Sono solo alcune delle domande che ognuno di noi prima o poi si pone nella vita, pur lasciandole spesso senza risposta. La Memoria spesso, o quasi sempre, si dà per scontata: come il fatto di avere due occhi, due orecchie, due mani…ecc.

Sono quasi certo che anche tu penserai che la memoria si possa migliorare… (ne parliamo nello specifico di questo in questo articolo: clicca qui 😉
Quello che devi innanzitutto considerare è che la Memoria, come ogni cosa creata dalla natura, è un meccanismo perfetto e ha delle potenzialità enormi, di cui l’uomo, oggi ne sa sfruttare (purtroppo) solo una minima parte.

Per migliorare qualcosa bisogna conoscerlo a fondo…quindi, per capire come poter sfruttare al meglio questa potenzialità che appartiene naturalmente a tutti noi, dobbiamo per prima cosa partire dalle origini e iniziare a capirci qualcosa di più.

La memoria

Che definizione di MEMORIA da Wikipedia?

“La memoria è la capacità del cervello di conservare informazioni, ovvero quella funzione psichica o mentale volta all’assimilazione, alla ritenzione e al richiamo, sotto forma di ricordo, di informazioni apprese durante l’esperienza o per via sensoriale. La memoria può essere trattata, in maniera complementare, studiando i processi neurofisiologici associati presenti nel cervello e quelli psicologici, cioè dal punto di vista soggettivo intrapersonale.

La memoria è presente, a vari livelli, in tutti gli esseri animali; la sua importanza primaria sta nel fatto che non esiste alcun tipo di azione o condotta senza memoria (ad esempio nella condotta sociale, oppure nei fenomeni di rinforzo nell’apprendimento animale). Si può considerare inoltre la memoria come una delle basi che rendono possibile la conoscenza umana e animale, proprio in virtù della capacità di apprendimento, assieme ad altre funzioni mentali quali elaborazione, ragionamento, intuizione, coscienza.”

Questa definizione, apparentemente un po’ complessa, sintetizza in maniera completa il significato di questa parola, che è da secoli oggetto di studi ed esperimenti.

Un po’ di storia.

Il nome Memoria deriva dal nome della Dea Mnemosine, che aveva come potere proprio quello della prodigiosa memoria e la leggenda narra che fu proprio lei a dare nomi a parole astratte che tutt’oggi si utilizzano nel linguaggio.

Il primo episodio di memoria “incredibile” lo possiamo trovare tornando indietro fino al 470 a.c. dove Cicerone (che per tanti è sinonimo di sapere e quindi memoria) scrive nel suo “De Oratore” una storia che, sotto forma di leggenda, riporta la nascita della prima tecnica di memoria.

Narra di un certo Simonide di Ceo, cantante di poesie, che una sera stava lavorando a casa di un nobile di nome Scopa a Salonicco in Grecia. La serata non fu però delle migliori tanto che Scopa, il nobile, lo liquidò pagandogli solo la metà del salario pattuito e dicendogli che la metà mancante avrebbe dovuto chiederla ai “figli di Zeus” ovvero i protagonisti della lode cantata quella sera. I due ragazzi chiesero di lui fuori dall’abitazione di Scopa, ma quando uscì dalla sala non trovò nessuno e proprio in quel momento successe un disastro: il tetto della casa crollò seppellendo e rendendo irriconoscibili tutti i corpi che erano presenti in quella casa. Simonide, identificò corpo dopo corpo, ricordando l’esatto ordine nel quale erano sedute le persona a tavola, così riuscirono a consegnare le salme ai rispettivi familiari.

Lo stesso Cicerone utilizzava le mnemotecniche e proprio a lui si deve la creazione di una tecnica che porta il suo nome “i loci ciceroniani”, grazie alla quale riusciva a memorizzare con facilità lunghi discorsi e comizi.

Dopo Simonide di Ceo e Cicerone sono stati tanti i personaggi che si sono dedicati allo studio delle tecniche mnemoniche come Pico della Mirandola, Giordano Bruno, Leibniz che sicuramente erano molto stimolati nel ricordare le informazioni, non avendo a loro disposizione strumenti come PC, smartphone, agende elettroniche ecc.

Solo alla fine del sec. XIX il problema della memorizzazione è stato affrontato scientificamente; fu formulata, ad esempio, l’ipotesi dell’esistenza di due tipi di memoria, una a breve, l’altra a lungo termine.

E un po’ di scienza…

Ma COSA SUCCEDE NELLA NOSTRA TESTA QUANDO MEMORIZZIAMO?

Per spiegarti questo principio userò un aneddoto molto elementare ma che ti farà capire ancora di più come funziona questo processo.

Prova a immaginare l’edificio di una scuola con davanti il suo giardino.
Non essendo recintato questo giardino, i bambini, quando entrano a scuola arrivano da tutte le parti calpestando l’erba ed entrando a scuola.

Ovviamente se si pesta l’erba poche volte succede che questa si schiaccia un po’, ma basta un soffio di vento per risollevarla e il prato torna bello come prima.

Se invece a questo prato viene messo una recinzione con il cancello di ingresso, ecco che i bambini, quando arrivano a scuola, passeranno tutti da lì e calpesteranno tutti quanti il medesimo tratto di prato, e questo creerà un solco.

Il solco si crea quando i bambino fanno circa 100 passaggi a piedi.
Se i bambini andassero a scuola in motorino di passaggi ce ne vorrebbero 50.
E se ci andassero in auto ci vorrebbero 3 o 4 passaggi al massimo.
E se finito di studiare tornassero a scuola con la ruspa … ci vorrebbe solo un unico passaggio (con la voglia di buttare giù la scuola).
Ti starai chiedendo cosa c’entra tutto questo con la memoria?
Questa è una metafora di quello che accade sulla nostra corteccia cerebrale quando memorizziamo, cioè: i passaggi a piedi e con la moto sono paragonabili alla ripetizione quindi leggo-ripeto, leggo-ripeto, leggo-ripeto e questo forma un solco.
Il termine scientifico per definire questo solco è traccia MNESTICA o ENGRAMMA, dove hanno sede i nostri ricordi: più il solco è profondo e più il ricordo sarà a lungo termine.
Nello specifico i 100 passaggi a piedi o i 50 passaggi in motorino sono equivalenti alla ripetizione, come ti scrivevo prima, invece i 3-4 passaggi con l’auto equivalgono alle tecniche di memoria, mentre la ruspa equivale ad un ricordo collegato ad una fortissima emozione.

Ecco come funziona la memoria

Ed eccoti quindi spiegato perché i metodi tradizionali di apprendimento spesso sono lenti, noiosi e poco efficaci.

Le tracce mnestiche create con la ripetizione non sempre sono durature, anzi spesso sono molto volatili e quindi i ricordi sfuggono, invece le tracce create con le tecniche di memoria o quelle collegate alle emozioni durano molto più a lungo.

Ne parlo in questo articolo in cui ti spiego nei dettagli cosa sono le tecniche di memoria e come funzionano.

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